Intervento del Presidente Ellero all'assemblea del Banco Popolare del 29-03-2014 parte ordinaria punto 3



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Intervento del Presidente Ellero all'assemblea del Banco Popolare del 29-03-2014 parte ordinaria punti 1, 5, 6



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ASSEMBLEA DEL BANCO POPOLARE DEL 29.03.2014

Intervento del Presidente Giulio Ellero sul punto n. 3 dell'O.d.G.
- segue -



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ASSEMBLEA DEL BANCO POPOLARE DEL 29.03.2014

Intervento del Presidente Giulio Ellero sul punto n. 3 dell'O.d.G.



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ASSEMBLEA DEL BANCO POPOLARE DEL 29.03.2014

Intervento del Presidente Giulio Ellero sui punti 1 - 5 - 6 dell'O.d.G.
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ASSEMBLEA DEL BANCO POPOLARE DEL 29.03.2014

Intervento del Presidente Giulio Ellero sui punti 1 - 5 - 6 dell'O.d.G.



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Comitato territoriale, una cerniera per restare legati al territorio



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Assemblea del Banco Popolare: Il silenzio dei Soci e le risposte non date



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BANCO POPOLARE ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI DEL 20 APRILE 2013

Intervento di Roberto De Rosa

punto 3 all´o.d.g. : Relazione del Consiglio di Amministrazione……sull´esercizio 2012, approvazione del bilancio di esercizio al 31.12.2012……..



Signori Soci, mi riferisco in particolar modo ai 165.000 Soci, già Soci della Banca Popolare di Novara: siamo caduti dalla padella alla brace.
Dopo 10 anni di cura veronese, che avrebbe dovuto tirarci fuori dalla crisi causata dall´incapacità imprenditoriale dei nostri Amministratori della fine del XX° secolo, siamo al lumicino, senza più le risorse di beni immobili e mobili della Banca Popolare di Novara.
Il valore dell´azione del Banco Popolare è crollato ai minimi termini, quasi un titolo “spazzatura”.
Al momento della fusione con la Verona nel 2002 l´azione Banca Popolare di Novara venne valutata nel rapporto (già penalizzante) di 25 a 12 azioni del nuovo Banco risultante dalla fusione, con riferimento ad un valore nominale di euro 3,60.
Dopo la fusione con la Novara il titolo si apprezzava in Borsa fino a raggiungere il valore di 24 euro, grazie anche alle plusvalenze generate dagli assets della Novara.
Ma la nuova gestione si dimostrava negli anni seguenti non all´altezza del compito ed ancor più confusa dopo la integrazione con la Lodi. Gli errori di gestione, le colpe in eligendo ed in vigilando degli Amministratori producevano, in successione, clamorosi buchi nei bilanci degli ultimi anni, senza che mai sia stata chiamata in causa la responsabilità degli Amministratori, i quali, al contrario, beneficiavano di lucrosi compensi.
Il bilancio di quest´anno rivela ancora una volta l´incapacità del vertice aziendale, pur a fronte di una rete territoriale di filiali capaci ed in grado di battere la concorrenza. E´ ora di dire basta!
Il nuovo Banco Popolare può emergere dalla crisi solo se si darà delle regole di governance ferree, che prevedano innanzitutto il rinnovamento della dirigenza, che non potrà restare alla guida della Banca oltre il secondo mandato.
L´Avv. Fratta Pasini è alla Presidenza da troppi anni, segnati da troppi errori, senza che sia emersa alcuna responsabilità di gestione a suo carico. E´ ora di cedere il bastone di comando!
Lodi, 20 aprile 2013 Roberto de Rosa Segretario dell´Associazione “Una banca popolare per te “

ASSEMBLEA DEL BANCO POPOLARE DEL 20.04.2013

Intervento di Giulio Ellero

PARTE ORDINARIA 4° PUNTO ODG : Determinazioni relative alle pratiche di remunerazione.



Signor Presidente, signori Soci, intervengo sempre quale Presidente dell'Associazione soci "UNA BANCA POPOLARE PER TE" L'argomento in discussione è di grande attualità e sta diventando di "moda"; si sconfina spesso in facile populismo e demagogia. Quindi per essere seri occorre equilibrio e una notevole dose di buon senso.
Recentemente Banca d'Italia è intervenuta per frenare gli emolumenti dei managers e consiglieri delle banche in perdita; è comunque necessario riequilibrare i compensi fissi con quelli variabili, che devono essere modulati, non per il breve periodo, ma almeno nell'arco di due/tre anni. Di rilievo le proposte emerse dal recente referendum svizzero che attribuisce all'assemblea dei soci la determinazione dei compensi e abolisce le cosiddette "buone uscite" e "buone entrate" Non sono più tollerabili emolumenti sproporzionati all'effettivo merito, che provengono da contratti privati e che non tengono conto del contesto economico e dall'andamento delle banche. Anche la Commissione europea propone che il compenso variabile non sia superiore a quello fisso; se viene fissato il doppio, sarebbe necessario il consenso dell'assemblea dei soci.
Teniamo presente che negli anni 80 il top manager guadagnava 40 volte più del fattorino. Oggi, secondo uno studio di un importante Istituto internazionale, il rapporto è salito a 325 volte la paga del dipendente!!! Se il dato fosse vero, sarebbe vergognoso e inaccettabile!! Occorre fare attenzione anche alle politiche commerciali aggressive, tendenti a prevedere premi per risultati di breve periodo e quindi temporanei.
Abbiamo apprezzato la rinuncia al bonus da parte dell'AD, del DG e del Condirettore, in presenza però di emolumenti complessivi pari a 18,2 Milioni che ci collocano al 4° posto nei gruppi bancari italiani.
E' anche importante ribadire il principio che in caso di risultati negativi gli amministratori vanno sanzionati, con la riduzione o eliminazione dei compensi. Al riguardo ricordo che perfino lo Stato ( Legge 296/2006 art. 1 ) sanziona la ineleggibilità a cariche sociali degli amministratori che abbiano chiuso in perdita tre esercizi consecutivi!
Un'ultima considerazione: l'anno scorso avevo rilevato che il gettone di presenza per le riunioni del CDA di 600 euro era da ritenersi "scandaloso" se rapportato all'importo medio mensile delle pensioni sociali e all'importo netto di 700 euro percepito dai cassa-integrati.
Non sono a conoscenza se è stata attuata qualche iniziativa tendente a ridurre l'importo del suddetto gettone; se tutto è rimasto invariato ribadisco l'invito a provvedere in merito, devolvendo gran parte del gettone ad iniziative sociali di solidarietà.
Grazie per l'attenzione!!

ASSEMBLEA BANCO POPOLARE DEL 20.04.2013

Intervento di Giulio Ellero

PARTE ORDINARIA 3° PUNTO ODG: Approvazione del Bilancio 31.12.2012



Signor Presidente, Signori Soci, Intervengo a nome dell'Associazione soci "UNA BANCA POPOLARE PER TE".
E' indubbio che la discussione e la valutazione dei risultati evidenziati dal Bilancio 31.12.2012 sono pesantemente influenzati dalla vicenda AGOS DUCATO. A pochi anni di distanza dal caso Italease e nel pieno della crisi finanziaria globale, non è ammissibile - se non invocando incompetenza e inettitudine - trovarsi ( quasi d'improvviso), davanti ad una perdita così colossale. Ci si domanda chi, persona fisica o struttura di vertice, ha di fatto occultato la reale natura delle posizioni creditorie in default. Per il gruppo, già scottato dal caso Italease non è possibile, senza aver messo in atto processi di controtendenza e adeguate manovre preventive oltre che correttive, subire un salasso del genere "Ducato", quando, ad esempio, il principale competitor del credito al consumo cioè Findomestic appare in salute e consegue buoni risultati. Si pone un'altra domanda: chi, persona fisica o struttura di vertice, ha omesso i necessari controlli e ha consentito il deterioramento della situazione, in una così tragica misura! Ricordo che esiste una responsabilità gerarchica; se non erro il Presidente di Agos Ducato è il Dott. Maurizio Di Maio nostro alto dirigente. Quali provvedimenti sono stati presi per migliorare l'erogazione e la gestione dei crediti? Abbiamo testimonianze di come sia facile o sia stato facile ottenere i finanziamenti Agos. Sembra che la filosofia fosse la seguente: il rischio è di Agos, noi prendiamo le commissioni!! Mi chiedo ancora: la pulizia è stata completata? Sono escluse "sorprese" tipo Italease?
Sulle altre voci di Bilancio preoccupa l'incremento delle esposizioni deteriorate (+17,5%) ammontanti a 16,2 Milioni, corrispondenti a 9,2 euro per azione; al riguardo sarebbe interessante conoscere l'andamento del 1°trimestre 2013.
Certo la perdurante gravissima crisi economica ha influito pesantemente, ma il risultato "normalizzato" di 145 milioni non è esaltante se paragonato a quello ottenuto dai gruppi concorrenti.
Prendiamo atto di alcuni elementi positivi: la buona liquidità cui abbiamo contribuito noi soci con l'aumento del Capitale Sociale, i coefficienti patrimoniali in linea o superiori a quelli richiesti da Basilea 3, l'aumento dei conti correnti, i prodotti innovativi immessi nel mercato che hanno ottenuto significativi premi da parte dell'ABI. Ci associamo quindi all'elogio per l'attività svolta dalla rete e per l'impegno profuso dai nostri dipendenti, ragion per cui ci ha sorpreso la vostra richiesta di ridurre il premio annuale VAP. Siamo convinti che la riduzione dei costi non deve pesare solo sul personale, ma va ricercata nella revisione dei costi della struttura, nella eliminazione degli sprechi e, magari, riducendo le sponsorizzazioni in genere.
Gradirei una valutazione dell'AD sull'andamento del nostro titolo. Deteniamo la maglia nera tra le società quotate con una riduzione di valore del 24% da inizio anno!! Perchè il mercato continua a massacrarci? l'analista della rivista ALTROCONSUMO FINANZA, a conclusione dell'esame effettuato sul Banco, invita "a non avere più in mano il titolo" e quindi vendere!!
Infine una curiosità: è stato venduto il Banco Pop. Hungary per 500.000 euro; lo avevamo acquistato nel 2007 per quale importo?
Grazie per l'attenzione!

ASSEMBLEA BANCO POPOLARE DEL 20.04.2013

Intervento di Giulio Ellero

PARTE STRAORDINARIA 1° PUNTO ODG: PROPOSTE DI MODIFICA DEGLI ARTICOLI 10,12........



SIG. PRESIDENTE, SIGNORI SOCI,

sono il Presidente dell'Associazione soci "UNA BANCA POPOLARE PER TE" che da alcuni anni, opera nel territorio in cui era radicata la Banca Popolare di Novara.
Le modifiche sottoposte alla nostra approvazione meriterebbero qualche considerazione e diversi approfondimenti; non ne ho il tempo per cui preferisco utilizzare i minuti concessi ad altre proposte di modifica, che riguardano la governance e che, ovviamente, potranno essere valutate e discusse in una prossima assemblea.
Propongo di ridurre il numero dei consiglieri da 24 a 12, senza tener conto della rappresentanza territoriale che è ormai assicurata dall'attività delle divisioni con le quali opera il Banco. La riduzione del numero consentirebbe un significativo risparmio nei costi della struttura e renderebbe possibile un sostanziale ricambio dell'organo esecutivo ormai non più rinviabile.
Con questa ottica, propongo che il mandato triennale sia rinnovabile una sola volta. Non si vede perché i nostri consiglieri o membri del collegio sindacale non possano essere equiparati ai sindaci italiani. Mi sembra superfluo citare l'esempio macroscopico del Presidente degli Stati Uniti che può essere candidato ed eletto solo due volte.
Sempre in materia di organi collegiali, propongo di introdurre per l'eleggibilità, un limite di età che potrebbe essere fissato a 70 anni tenuto conto dell'attuale andamento demografico. Mediobanca ha già provveduto! Dopo i 70 quindi nessuna deroga per l'elezione! Il ricambio generazionale va accelerato; altrimenti il sistema delle popolari, già autoreferenziato, si sclerotizza ancora di più.
Infine, Signor Presidente, Le rivolgo un cortese invito a dare il buon esempio; metta a disposizione la sua carica; non si contano gli anni del suo mandato e quindi è necessario un ricambio nel segno del rinnovamento. Nessuno è insostituibile e recentemente abbiamo avuto un esempio in questo senso di enorme significato. Il nostro Parlamento è stato ampiamente rinnovato, abbassando l'età media perché la globalizzazione e la crisi europea impongono nuove competenze e soluzioni innovative. Un gesto simile da parte sua sarebbe altamente apprezzato.
Grazie per l'attenzione.

BANCO POPOLARE Progetto di bilancio dell'esercizio 2012



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COMUNICATO STAMPA DEL BANCO POPOLARE DEL 4 MARZO 2013



RELAZIONI CON I MEDIA Tel. +39-045-8675048/867/120/121 ufficio.stampa@bancopopolare.it INVESTOR RELATIONS Tel. +39-045-8675537 investor.relations@bancopopolare.it www.bancopopolare.it (IR section) Banco Popolare: aggiornamento sulle stime di chiusura dell´esercizio 2012 (impatto dei risultati della partecipata Agos-Ducato S.p.A. e incremento del costo del credito nel quarto trimestre) Verona, 4 marzo 2013 – Ai sensi di quanto previsto dall´art. 68, secondo comma, del Regolamento Emittenti, si rende noto che, alla luce delle informazioni resesi disponibili nell´ambito del processo di redazione del bilancio attualmente in corso, il Banco Popolare rileva la possibilità di uno scostamento tra il risultato economico relativo all´esercizio 2012 atteso dal mercato (“consensus estimate”) e le proprie previsioni. Lo scostamento riguarda principalmente l´ammontare delle perdite di competenza del Gruppo che potrebbero derivare dall´andamento della partecipata Agos-Ducato S.p.A. e l´ammontare delle rettifiche di valore nette su crediti.
Per quanto concerne il contributo di Agos-Ducato S.p.A., si ricorda preliminarmente che la partecipata ha rilevato nei primi nove mesi dell´esercizio una perdita pari a 125,9 milioni. Il Banco Popolare ha corrispondentemente addebitato il proprio conto economico consolidato dei primi nove mesi per 48,7 milioni di euro. Tale addebito si è aggiunto alla quota di competenza del minor risultato economico della partecipata dell´esercizio precedente conseguente alla modifica del progetto di bilancio al 31 dicembre 2011 avvenuta successivamente all´approvazione del corrispondente bilancio del Banco Popolare (67,6 milioni di euro). I risultati negativi registrati dalla partecipata nel 2011 e nei primi nove mesi del 2012 non comprendono alcuna rettifica di valore a fronte dell´avviamento iscritto nel proprio bilancio in quanto l´impairment test da quest´ultima condotto nel mese di luglio 2012 sulla base del piano industriale all´epoca approvato aveva portato a determinare un valore d´uso ampiamente superiore al valore contabile dell´avviamento medesimo e tale da giustificare anche il valore contabile al quale la partecipazione in Agos-Ducato risultava iscritta nel bilancio consolidato del Banco Popolare al 30 settembre 2012.
Ancorché la partecipata non abbia ancora predisposto il proprio progetto di bilancio al 31 dicembre 2012, né sia stato condotto l´impairment test relativo all´avviamento, le indicazioni di segno negativo desunte dall´esame delle comunicazioni rese al mercato dal Gruppo Crédit Agricole in qualità di controllante di Agos-Ducato in data 20 febbraio u.s. unitamente alle preliminari e parziali informazioni (oggetto, allo stato, di un´attività, non ancora conclusa, di verifica analitica) messe a disposizione dei soci da parte della stessa Agos Ducato S.p.A. lasciano intendere che la partecipata potrebbe evidenziare nel quarto trimestre dell´esercizio una perdita superiore RELAZIONI CON I MEDIA Tel. +39-045-8675048/867/120/121 ufficio.stampa@bancopopolare.it INVESTOR RELATIONS Tel. +39-045-8675537 investor.relations@bancopopolare.it www.bancopopolare.it (IR section) alle aspettative. Ancorché alla data odierna l´ammontare di tale perdita non sia noto, dall´esame della documentazione disponibile si potrebbe presumere un impatto negativo sul conto economico consolidato del Banco Popolare del quarto trimestre di circa 100 milioni di euro per effetto di maggiori rettifiche di valore su crediti della partecipata. Tale stima non include la quota di competenza dell´eventuale impairment dell´avviamento iscritto nel bilancio della partecipata, né l´eventuale impairment del maggior valore al quale la partecipazione in Agos Ducato risulta iscritta nel bilancio consolidato del Banco Popolare rispetto alla quota di competenza del patrimonio netto della partecipata. Alla data odierna Agos-Ducato non ha infatti ancora condotto l´annuale test di impairment in quanto sono ancora in corso discussioni e verifiche sui contenuti di un eventuale nuovo piano industriale che, per la sua approvazione, richiederà il consenso di entrambi i soci.
Per quanto riguarda le rettifiche di valore su crediti del Gruppo Banco Popolare, si evidenzia che le stime espresse dagli analisti sottostimano l´impatto del costo del credito del quarto trimestre che sulla base dei dati provvisori emergenti dal processo di redazione del bilancio attualmente in corso dovrebbe assestarsi a poco più di 650 milioni di euro. Tale dinamica dipende anche dalle verifiche ispettive condotte dall´Organo di Vigilanza nei confronti del sistema bancario italiano.
Alla luce di quanto sopra esposto, escludendo gli impatti che potrebbero derivare dall´esito degli impairment test sull´avviamento iscritto nel bilancio di Agos-Ducato e sul valore di carico della partecipazione nel bilancio consolidato del Banco Popolare e non considerando gli effetti di natura meramente contabile conseguenti alla valutazione al fair value delle passività di propria emissione come principale conseguenza del miglioramento del proprio merito creditizio, le stime interne elaborate vedono il Gruppo esprimere un risultato netto d´esercizio 2012 negativo per circa 330 milioni.
Pur alla luce di tali stime, il Gruppo conferma un core tier 1 ratio, anche nello scenario atteso meno favorevole, comunque superiore all´obiettivo minimo fissato dall´EBA (9% comprensivo del sovereign capital buffer), nonché una solida posizione di liquidità con un liquidity coverage ratio ed un net stable funding ratio al di sopra dei target Basilea 3.
La gestione caratteristica, al netto delle partite straordinarie (incluse quelle oggetto del presente comunicato), evidenzia, sulla base dei dati provvisori disponibili, un andamento del tutto positivo.

COME VA IL BANCO?
(4-12-2012)



La risposta non è facile e sarà piuttosto articolata. Tuttavia si può fare un sommario bilancio dell'andamento dell'esercizio 2012, che si è praticamente concluso. Gli ultimi dati ufficiali sono contenuti nel resoconto intermedio di gestione al 30.09.12 Esso evidenzia, in linea con il sistema creditizio italiano, alcuni elementi positivi ed altri, purtroppo, pesantemente negativi. Quelli positivi, sono riferiti alla gestione bancaria con proventi in crescita (+8,3%) e risultato della gestione in crescita del 37,7%, con un utile netto consolidato di 166 Milioni e quello contabile di 54 milioni. Di rilievo anche la diminuzione degli oneri operativi (-3,5%), dei costi relativi alla gestione del personale (-3,7%) e alle spese amministrative (-3,2%) Gli elementi negativi sono determinati dalla perdurante grave crisi economica ( la peggiore dal dopo guerra) che continua a frenare le attività delle imprese di tutti i settori.Sono aumentate le difficoltà di far fronte ai rimborsi dei finanziamenti alle scadenze pattuite per cui vi è la necessità di incrementare gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri pari a 21,4 milioni rispetto ai 9,3 milioni del corrispondente periodo del 2011. Da rilevare che, nel caso del Banco, la quasi totalità dell'incremento dei fondi suddetti è dovuta all'obbligo di presidiare i rischi che interessano l'ex gruppo Italease. L'onere delle sofferenze, dei crediti scaduti e ristrutturazioni di tale gruppo è una pesante zavorra che non si riesce ad alleggerire. E' evidente che ciò non sarà possibile, fintanto che non si risveglierà il mercato immobilare paralizzato da alcuni anni.
Per fortuna, il nostro Banco ha migliorato, in modo significativo, i noti indici patrimoniali per cui il core tier 1 è passato dal 7,1% al 10,4%. L'indice di patrimonializzazione risulta già al livello dell'obiettivo suggerito dall'EBA, cui l'ABI ha chiesto di prorogare i coefficenti previsti da Basilea 3. Anche sotto il profilo della liquidità, il Banco può guardare con serenità al 2013, avendo ancora a disposizione oltre 13 miliardi presso la BCE. Gli attivi stanziabili sono quasi integralmente composti da titoli governativi italiani. Tuttavia, si guarda con una certa preoccupazione al giudizio che Moody's emanerà a fine Marzo prossimo, quando verrà concluso l'esame dei dati patrimoniali di 11 Istituti italiani tra cui il nostro Banco.
Dalla prossima assemblea, ci attendiamo chiarezza e assolute verità sulle prospettive 2013; non è consentito illudere i soci!
Inoltre saranno opportune alcune valutazioni sulla composizione del Consiglio di Amministrazione (non sono troppi 24 consiglieri?), sui compensi ai consiglieri e ai manager di alto livello ( siamo ai primi posti in Italia!) sulla necessità di un ricambio generazionale, fissando un limite al rinnovo dei mandati e un limite anagrafico.
Infine occorre un maggiore collegamento tra il Comitato territoriale di consultazione e credito ( art.51 del nostro Statuto) e l'insieme dei soci dell'area ex BPN. Il Comitato si è riunito diverse volte nel corso dell'anno, anche in sedi diverse da Novara ( e ciò è positivo), ma risulta carente l'informazione ai soci. Il suddetto Comitato opera in base ad un regolamento che va portato a conoscenza della base sociale per favorire collaborazione e partecipazione.

Lettera ai Soci Novara 1° Giugno 2012



Carissimo Socio, ancora una volta la nostra associazione all'assemblea del Banco Popolare nella riunione del 21 aprile scorso ha fatto valere le ragioni dei territori novaresi. Sono intervenuti il Presidente Giulio Ellero ed il Segretario Roberto de Rosa i cui interventi puoi trovare sulle News nel sito www.unabancapopolareperte.it .
Il rafforzamento della compagine sociale ci consentirebbe di condizionare in maniera più efficace la Direzione del Banco con l'obiettivo di determinare un' attività sempre più aderente ai principi delle banche popolari improntati alla valorizzazione dei territori, a sostegno delle piccole e medie imprese e delle famiglie. In ogni caso, alla verifica dei fatti, i nostri interventi hanno contribuito a determinare un progressivo rafforzamento delle posizioni della componente novarese all'interno del Banco Popolare con l'impostazione di una governance sempre più indirizzata a quei principi. Ed in particolare: 1. è stato rivisto il criterio di distribuzione delle funzioni centrali ed amministrative con l'attribuzione a Novara della Direzione Corporate;
2. è stato rivisto il criterio di riunione delle assemblee con la regola dell'alternanza fra le sedi di Verona, Novara e Lodi;
3. è stato rivisto il criterio di mutualità con l'equiparazione delle quote di utile netto destinato a finalità di assistenza, beneficenza e pubblico interesse fra le tre componenti territoriali;
4. è stata sostanzialmente equiparata la composizione del Consiglio di Amministrazione fra le tre componenti, pur se rimane nel dettato statutario all. art. 29.1.3° comma la disposizione che indica "… dei rimanenti 16 Consiglieri devono essere scelti come segue: 6 fra i soci residenti nell'area storica Verona, 6 fra i soci residenti nell'area storica Lodi, 4 fra i soci residenti nell'area storica Novara. Questa anomalia (al momento ovviata per la presenza in Consiglio del Vice Presidente Maurizio Comoli e del Condirettore Generale Domenico De Angelis) è stata da noi denunciata e richiesta la modifica statutaria, assieme ad altre richieste che troverete nel testo degli interventi assembleari.
Con l'avvenuta trasformazione strutturale del Banco Popolare e l'incorporazione della Banca Popolare di Novara nel Banco, l'organizzazione territoriale è stata articolata in tre Divisioni : Verona, Novara e Lodi. La componente maggiore è la Novara che conta circa 590 filiali. Riteniamo oggi più di prima necessaria una costante attenzione dei soci novaresi sulla governance del Banco, attenzione che rivolgiamo con assidue richieste ai nostri Consiglieri di riferimento.
A seguito della trasformazione sono venuti a cambiare le coordinate bancarie del nostro conto corrente bancario, che vi indichiamo di seguito: IBAN IT46Q0503410100000000024102.
Abbiamo sostenuto la spesa per la attivazione del sito web. Inoltre le spese banca e l'imposta di bollo hanno prosciugato le nostre modeste risorse finanziarie. La quota sociale per il corrente anno rimane invariata di 10 euro che vi preghiamo di volerci accreditare.
Cordiali saluti

IL PRESIDENTE Giulio Ellero

Via Crespi, 42 28100 Novara – Tel./Fax 0321 459224 – Codice fiscale: 94061780030 E mail: info@unabancapopolareperte.it www.unabancapopolareperte.it

ASSEMBLEA ORDINARIA DEL BANCO POPOLARE DEL 21 APRILE 2012 Intervento del Presidente Dott. Giulio Ellero



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ASSEMBLEA ORDINARIA DEL BANCO POPOLARE DEL 21 APRILE 2012 Intervento del Presidente Dott. Giulio Ellero



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ASSEMBLEA ORDINARIA DEL BANCO POPOLARE DEL 21 APRILE 2012 Intervento del Presidente Dott. Giulio Ellero



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ASSEMBLEA ORDINARIA DEL BANCO POPOLARE DEL 21 APRILE 2012 Intervento del Segretario dell'Associazione Roberto de Rosa



BANCO POPOLARE

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI DEL 21 APRILE 2012

Intervento al punto 1 all´o.d.g. : sostituzione di un componente del C. d. A. a norma dell´art. 29.11 dello Statuto sociale.


Mi meraviglio di sentire o leggere ancora oggi dichiarazioni di soci che reclamano da parte novarese che “…questi non erano i patti…” oppure che “… i patti non sono stati rispettati…” ripetendo il ritornello già detto dal Prof. Lombardini , quasi che gli autori di queste allocuzioni non fossero stati fautori o, quanto meno, consenzienti con plauso verso quei patti.
Queste persone che si proclamano difensori degli interessi del territorio e di soluzioni federaliste avrebbero fatto meglio, per difendere quegli interessi, ad esaminare con attenzione i patti che si andavano proponendo e, di conseguenza, le disposizioni statutarie che ne derivavano contrastando con energia le prevaricazioni che si andavano costituendo ai danni della componente novarese, verso la quale permangono tuttora discriminanti che la penalizzano finanche nella composizione del Consiglio di Amministrazione.
E difatti leggiamo all´art. 29.1 dello Statuto sociale:
“Fermo quanto precede, sedici consiglieri diversi da quelli aventi i requisiti di cui al primo comma del presente art. 29.1 devono essere scelti come segue:
i. 6 (sei) tra i soci residenti nelle province del Veneto e dell´Emilia-Romagna, diverse da Parma e Piacenza (l´”Area storica Verona”);
ii. 6 (sei), di cui 1 (uno) residente nelle province di Lucca, Pisa o Livorno, tra i soci residenti nelle province della Lombardia, diverse da Pavia, della Toscana ed in quelle di Parma, Piacenza, Genova e La Spezia (l´”Area storica Lodi”); iii. 4 (quattro) tra i soci residenti nelle province del Piemonte, della Valle d´Aosta, del Lazio, del Sud Italia, delle Isole ed in quelle di Pavia, Savona ed Imperia 8l´”Area storica Novara”).” Precisiamo che la Divisione corrispondente all´Area storica Novara comprende 590 filiali, la componente più numerosa nel Banco Popolare.
Quante altre assemblee straordinarie dovremo affrontare per realizzare finalmente una soluzione di governance che riconosca pari dignità alle tre Aree storiche che compongono il Banco Popolare e ponga le basi per un sistema federalista rispettoso degli interessi di tutti i territori sui quali opera il Banco Popolare?


Dott. Roberto de Rosa Segretario dell´Associazione fra i soci del Banco Popolare “Una banca popolare per te”

ASSEMBLEA ORDINARIA DEL BANCO POPOLARE DEL 26.11.2011 INTERVENTO DEL PRESIDENTE GIULIO ELLERO



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ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL BANCO POPOLARE DEL 26.11.2011 INTERVENTO DEL PRESIDENTE GIULIO ELLERO



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Intervento del Segretario Roberto de Rosa all'Assemblea straordinaria del 26.11.2011



BANCO POPOLARE Assemblea straordinaria e ordinaria del 26 Novembre 2011

MODIFICHE STATUTARIE

Prendiamo atto della trasformazione strutturale del Gruppo Banco Popolare con la sostituzione delle Banche del territorio nelle Divisioni territoriali. I motivi di convenienza fiscale e di riduzione dei costi ci invitano tutti ad accettare il cambiamento.
Maggiore soddisfazione ci viene dalla riconversione del sistema di gestione del Banco con il ritorno al sistema c.d. tradizionale e l´abbandono della scelta dualistica sulla quale avevamo espresso forti riserve.
Constatiamo con favore che risultano rafforzate le tre componenti territoriali che costituiscono i pilastri fondamentali del Banco e finalmente rivedute e corrette alcune di quelle disposizioni statutarie che negavano pari dignità alla componente novarese.
Le nostre richieste, peraltro, non appaiono ancora del tutto soddisfatte. Leggiamo, infatti, nel nuovo testo di Statuto che oggi dobbiamo approvare:
all´art. 29.1.3° comma “16 Consiglieri …. devono essere scelti come segue:
6 fra i soci residenti nell´area storica Verona, 6 fra i soci residenti nell´area storica Lodi, 4 fra i soci residenti nell´area storica Novara”.
Quale è il motivo di questa disparità di trattamento nei confronti della componente novarese alla quale, peraltro, fanno riferimento 588 filiali??? la sola componente con rilevanza nazionale???
Non si comprende il permanere ancora di disposizioni statutarie che non riconoscono pari dignità alle tre componenti territoriali del Banco, disposizioni che non ci consentono di dare la nostra approvazione e sollecitano tutti i soci a richiedere con fermezza che venga riconosciuta pari dignità alle tre componenti territoriali, con la previsione di disposizioni statutarie equivalenti. Ricordo ai soci che quanto vale oggi per la Novara, domani potrebbe riferirsi a Verona o a Lodi.
Nella formulazione del nuovo Statuto troviamo ancora non accolte le nostre richieste che si riferivano:
all´art. 29.3 in ordine alla rieleggibilità dei Consiglieri, senza limiti di età né di durata. Quante volte può essere reiterato il mandato???
Il tempo limitato non ci consente, inoltre, di affrontare altre disposizioni che presentano aspetti contraddittori o formulazioni poco chiare, quali quelle riportate agli articoli:
art. 3 “ con sedi amministrative in Verona, Lodi e Novara” formulazione troppo generica. Cosa vuol dire? Quali funzioni centrali verranno distribuite? Quali verranno destinate a Novara?
art. 10 “ almeno 2000 azioni “ per l´iscrizione a socio. Oggi ne bastano 150. Se il valore dell´azione dovesse risalire come in passato, si creerebbe un ostacolo all´iscrizione a socio, in contrasto con la natura di Banca Popolare;
art. 23 “ non più di due deleghe” per la rappresentanza in Assemblea. Troppo poche ed infatti alla Banca Popolare di Milano sono previste 5 deleghe;
art. 25 “ per la validità delle deliberazioni… voto palese, fatta eccezione per la nomina delle cariche sociali, salvo che….” Mi sembra un periodo contorto che può generare confusione;
Art. 33.4 il Comitato Nomine a differenza degli altri Remunerazioni e Controllo interno e Rischi non riporta la previsione “diversi da quelli aventi i requisiti di cui al primo comma dell´art. 29.1”. Per quale motivo si usano criteri diversi per la nomina dei membri di un Comitato rispetto agli altri?
art. 51 Comitati territoriali. La formulazione della disposizione è molto vaga “saranno composti da membri” quanti? Dove istituiti? Uno o più per ciascuna Divisione?
Avremmo gradito di ricevere il testo delle numerose modifiche apportate allo Statuto con maggiore anticipo, in tempo per poter formulare, per iscritto, le nostre osservazioni e, magari, promuovere una riflessione ed un ripensamento prima di portare le cose fatte in Assemblea, al fine di un maggiore coinvolgimento di tutti i soci ed in particolare delle Associazioni che li rappresentano.
Dott. Roberto de Rosa Segretario dell´Associazione “Una banca popolare per te” www.unabancapopolareperte.it

COMUNICATO DEL 6 OTTOBRE 2011



Comunicato del 6 Ottobre 2011

Carissimi Soci, dalla ristrutturazione aziendale che ha interessato il Banco Popolare non sembrano emergere cattive notizie per la componente novarese. Si delinea, con le nuove disposizioni statutarie in progetto, un allineamento delle posizioni delle tre componenti territoriali (Verona, Novara e Lodi) in senso paritario. Il nuovo Statuto, che dovrebbe trovare approvazione in una prossima Assemblea straordinaria che verrà indetta per la fine di novembre, vedrebbe riconoscere alla componente novarese pari dignità a confronto con le altre due componenti, Verona e Lodi, in particolare nelle disposizioni riguardanti:
l´indicazione della sede direzionale ed amministrativa, che verrebbe equamente ripartita fra le tre città capoluogo;
il luogo di riunione delle assemblee sia ordinarie sia straordinarie, anche in relazione alla possibilità di esprimere il voto a distanza in via telematica;
l´aumento delle deleghe di voto da una a due;
la scelta del Presidente del Banco, non più necessariamente di provenienza dell´area veronese;
il principio di mutualità;
la composizione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale che verrebbero a sostituire l´attuale sistema dualistico, da noi fortemente criticato in sede assembleare;
la composizione del Comitato Esecutivo che sarebbe composto da 6 membri dei quali: il Presidente, i due Vice Presidenti, l´Amministratore Delegato e due Consiglieri scelti fra i dirigenti del Gruppo, uno dei quali il nostro Domenico De Angelis.
Alle nuove disposizioni statutarie si accompagnerà una più equa attribuzione della quota di rete di filiali che per la Novara salirà a circa 590.
La situazione economica del Gruppo, nel contesto critico nazionale ed internazionale, appare meno preoccupante di altre realtà aziendali bancarie.
Il prossimo 11 novembre verrà pubblicata la situazione al 30 settembre, che non mancheremo di riportarvi con i nostri apprezzamenti.
Ma ora la nostra attenzione è tutta rivolta alla composizione del nuovo Statuto del Banco. Vi potremo dare notizie più dettagliate sulla base di una bozza che verrà resa disponibile solo a fine mese.
Il Presidente

COMUNICATO STAMPA DEL 27 LUGLIO 2011



Associazione Soci del Banco Popolare

COMUNICATO STAMPA DEL 27.07.2011

Venerdì 15 luglio 2011 sarà considerata una data che i Soci della gloriosa Scrl Banca Popolare di Novara, poi SpA sotto il controllo del Banco Popolare, ricorderanno con sentimenti diversi: nostalgia, rammarico, delusione e forse rabbia, chissà…..
Il 15 luglio, senza alcun preavviso, è stata decretata la fine della BPN SpA, nell´ambito di una profonda ristrutturazione del Gruppo Banco Popolare, che, in estrema sintesi, prevede:
la fusione per incorporazione delle banche territoriali, con eccezione del Credito Bergamasco (società quotata in Borsa);
la creazione di Divisioni territoriali nelle tradizionali aree storiche tendenzialmente corrispondenti ai territori dei marchi storici: Banca Popolare di Verona, S. Geminiano e S. Prospero, Banca Popolare di Lodi, Cassa di Risparmi di Lucca, Pisa e Livorno e Banca Popolare di Novara (che sarà estesa al Centro Sud per un totale di 588 filiali e un organico di circa 3.200 dipendenti);
la creazione di sei nuove direzioni territoriali basate a Verona, Modena, Lodi, Lucca, Novara e Roma, con incremento delle Aree Affari che passeranno dalle attuali 63 a circa 80;
per effetto delle sinergie prodotte, è previsto, a regime, un maggior impatto sull´utile netto del Gruppo pari a oltre 90 milioni/anno e benefici significativi sui ratios patrimoniali;
l´eliminazione della governance duale (con il Consiglio di Sorveglianza a Verona ed il Consiglio di Gestione a Lodi) ed il ritorno al tradizionale Consiglio di Amministrazione, che sarà composto da massimo 24 membri, con l´attuale ripartizione territoriale della maggioranza (quattro su cinque) dei componenti, accompagnato dal Collegio Sindacale composto da 5 membri effettivi. Le riunioni del Consiglio di Amministrazione si terranno anche a Lodi ed a Novara;
la scelta del Presidente verrà riservata all´Assemblea e sottratta al vigente vincolo territoriale;
Novara diventa una delle tre sedi amministrative, con la Direzione Corporate del Gruppo;
le assemblee dei Soci, ordinarie e straordinarie, saranno tenute a rotazione tra Verona, Lodi e Novara, anche con il voto a distanza;
l´istituzione di un “Comitato locale di consultazione e credito” composto da membri non esecutivi e designati attraverso meccanismi elettorali riservati ai Soci/clienti;
la nomina a Condirettore Generale del “nostro” Domenico De Angelis, che sarà responsabile di tutte le attività commerciali, avendo a diretto riporto le Divisioni territoriali, il Credito Bergamasco S.p.A., la Direzione Retail e la Direzione Corporate;
la continuità della Fondazione per il territorio sotto la presidenza dell´Avv. Franco Zanetta;
rimane al suo posto il Prof. Maurizio Comoli, Vice Presidente del Banco.
Già sabato 16 luglio si sono registrate le prime reazioni degli ambienti politici ed economici di Novara e Provincia. Tranne qualche adesione di consenso “a prescindere”, si dichiarava stupore, preoccupazione, rammarico per la scomparsa della Banca Popolare di Novara e cautela, in attesa di maggiori informazioni.
Il nostro Presidente, nel corso di un colloquio telefonico con la redazione de “Il Corriere di Novara”, esprimeva, a botta calda, la propria indignazione in qualità di socio che aveva partecipato all´ultima assemblea e che era stato rassicurato sul mantenimento delle “banche del territorio”, condizione sine qua non della sottoscrizione dell´aumento del capitale sociale.
Successivamente, alla luce delle ulteriori comunicazioni a mezzo stampa di De Angelis, Zanetta e Comoli, il giudizio veniva ammorbidito, pur rimanendo il vivo rammarico per una decisione così improvvisa, senza alcuna informazione ai Soci, con la solita giustificazione che non si possono dare notizie in quanto il Banco è quotato in Borsa e si rischia il reato di aggiotaggio. Si conferma che al Dio Mercato vengono sacrificati i Soci che hanno creduto nel mantenimento della struttura “federale” del Gruppo ed hanno sottoscritto il recente aumento di capitale.
Non serve a nulla recriminare; occorre guardare al futuro e quindi alla prossima Assemblea straordinaria di Novembre che verrà convocata per approvare il nuovo Statuto che dovrà recepire tutte le deliberazioni assunte dal Consiglio di Sorveglianza oltre alle modifiche già preannunciate in tema di deleghe assembleari, liste di voto, ecc. Nell´attesa ci impegneremo a richiedere ai vertici della Novara e del Banco di fornire dettagliate informazioni sulla bozza del nuovo Statuto che dovrà essere preparato e sopratutto di ascoltare le nostre proposte. Non possiamo votare le nuove disposizioni senza conoscerle. Basta con l´alzata di mano a scatola chiusa! Abbiamo già dato!
Detto questo, dopo aver effettuato una pacata e razionale analisi del Comunicato ufficiale della Presidenza del Banco ed esaminate le interviste dei vertici novaresi con i chiarimenti forniti, pensiamo di poter rilevare alcuni elementi positivi:
l´eliminazione della governance duale, da noi più volte sollecitata. Nel merito sarà da riflettere sul numero dei membri del nuovo Consiglio di Amministrazione: perché 24 e non 15 o meno? Perché non introdurre limiti anagrafici, durata massima del mandato, presenza femminile, ecc.?;
la rotazione delle assemblee tra Verona, Lodi e Novara: trattasi di nostra richiesta più volte ripetuta;
la modifica dell´elezione del Presidente che potrà anche non essere veronese. E´ un´occasione da cogliere per voltare pagina! l´incremento delle filiali assegnate alla Divisione territoriale di Novara, con conseguente incremento delle attività amministrate;
la pari dignità riconosciuta al nostro territorio a confronto con Verona e Lodi, più volte da noi reclamata. E´ importante che a Novara ci sarà la Direzione Corporate del Gruppo;
la nomina del “nostro” Nico De Angelis a Condirettore Generale ed il mantenimento della sua residenza a Novara, indubbia garanzia del ruolo significativo riconosciuto alla nostra città ed al territorio amministrato.
Rimane, in ogni caso, la perplessità di fondo: dal punto di vista dell´autonomia decisionale e strategica è più efficiente una Banca S.p.A. con i suoi organi locali deliberanti o una Divisione territoriale che, per sua natura, dipenderà, con vincolo gerarchico dai vertici veronesi?
E´ una domanda che potrà avere una risposta concreta nei prossimi due anni.
La nostra Associazione vigilerà affinché le promesse e le dichiarazioni entusiastiche dei vertici della BPN trovino concreta attuazione.
Chiederemo con pressante insistenza informazioni dettagliate sul progresso dei lavori relativi alla nuova struttura del Gruppo e soprattutto chiederemo di essere ascoltati in ordine all´articolato del nuovo Statuto.
Con l´occasione formuliamo i più calorosi auguri di un sereno e tranquillo avvenire a tutti i dipendenti del Gruppo e in particolare ai novaresi affinché il loro lavoro sia proficuo nell´interesse di tutti i Soci e dei territori amministrati.
IL PRESIDENTE Giulio Ellero









































E mail: info@unabancapopolareperte.it www.unabancapopolareperte.it

Assemblea del Banco Popolare del 30.04.2011 Intervento del Segretario Roberto de Rosa



Prende quindi la parola il socio Roberto De Rosa che, dopo aver salutato i presenti, dichiara di intervenire in qualità di segretario dell´associazione, socio del Banco, “Una Banca Popolare per te”. Afferma di avere ricevuto richieste di informazione da parte di molti soci che non riescono ad orientarsi in questa “foresta pietrificata”. Ribadisce di concordare con quanti rilevano tale difficoltà interpretativa, che paragona all´oracolo della sibilla cumana. Rileva che la cattiva informazione genera mostri e speculazione, sottolineando che quest´ultima è causata in parte anche dall´annullamento del valore di riferimento, euro 3,60, delle azioni. Dando lettura di alcuni dati contenuti nel bilancio, relativi alla Banca Popolare di Novara (“totale dell´attivo 16 miliardi e 400, ricavi totali 1 miliardo e 220 milioni, utile 83 milioni - sempre di euro naturalmente - patrimonio netto 1 miliardo e 66 milioni, valore di Bilancio 813 milioni”), afferma trattarsi di informazione poco chiara, e chiede chiarimenti. Rileva, comunque, che la Popolare di Novara, con il Fondo Eracle, genera plusvalenze per 115 milioni. Dichiara di voler porre all´attenzione dei soci due aspetti che ritiene essere fondamentali, quali l´informazione e la comunicazione ai soci e l´armonizzazione, di cui chiede che gli amministratori si facciano promotori nel Piano Industriale. Rileva che, per creare una vera struttura federale, ora che si è consolidato il Banco Popolare, è necessario effettuare un lavoro di armonizzazione delle componenti attraverso “policy” uniformi e condivise; afferma ancora la necessità di attuare parità di condizioni e criteri uniformi per tutte le componenti, senza alcuna discriminazione né delle strutture né delle persone, promuovendo altresì qualità e merito. Conclude rinnovando la richiesta di apportare le necessarie modifiche statutarie laddove si registrano discriminazioni ai danni del territorio novarese: cita in proposito l´articolo 3, terzo comma, dello statuto, nella parte in cui prevede che le funzioni centrali amministrative sono ripartite tra Verona e Lodi, con la conseguente esclusione di Novara e l´articolo 38, relativo alla composizione del Consiglio di Sorveglianza.

Assemblea del 30.04.2011 Intervento del Presidente Giulio Ellero



uploads/Intervento ELLERO.doc

Prende, poi, la parola il socio Giulio Ellero che, salutati i soci ed il Consiglio d´Amministrazione, si presenta come Presidente dell´associazione “Una Banca Popolare per te”. Esterna la propria fiducia nell´Amministratore Delegato che ha redatto il bilancio, astenendosi dal dire qualcosa in merito, data anche la complessità dello stesso e non essendo esperto in materia. Auspica che il 2011 sia l´anno della rinascita, anche se è consapevole che molto dipenderà dalla situazione economica generale. Ritiene che vada migliorata l´informazione e la comunicazione con i soci. Chiede, a tal proposito, che, tramite la relazione semestrale predisposta per la Consob, vengano resi noti ai soci, con riferimento in particolare alle Banche commerciali del Gruppo, quattro dati: la raccolta diretta e indiretta, gli impieghi, le sofferenze e gli utili in formazione. Auspica che, entro giugno, venga predisposto il Piano Industriale ed afferma che dovrebbe essere comunicato ed illustrato, a livello territoriale, ripetendo quelle riunioni tanto apprezzate dai soci l´anno precedente. Con riferimento al terzo punto all´Ordine del Giorno (Determinazione dell´ammontare complessivo da destinare a beneficenza), precisa che i fondi sono destinati alle Fondazioni e ringrazia, in particolare, la Fondazione della Banca di Novara, che ha assunto nel territorio un ruolo di propulsione, di iniziativa e di sostegno ad attività assistenziali e culturali, grazie anche all´appoggio dei massimi vertici della Popolare di Novara. Per quanto riguarda, invece, l´autorizzazione all´acquisto di azioni proprie, sottolinea come il titolo del Banco Popolare sia oggetto di una speculazione di indubbia portata; esorta, quindi, a reagire, raccomandando attenzione agli analisti ma, soprattutto, invitando i vertici dell´Istituto a prestare attenzione a che le operazioni di trading sul titolo non formino oggetto di polemica sulla stampa. Afferma che i tre minuti a disposizione per gli interventi sono pochi; ed, infine, ringrazia, porgendo i migliori auguri per l´anno corrente.

COMUNICATO STAMPA DEL 27.04.2011



ASSOCIAZIONE “UNA BANCA POPOLARE PER TE” NOVARA

COMUNICATO STAMPA DEL 27.04.2011

A seguito di nostra richiesta, il Presidente ELLERO ed il Segretario DE ROSA dell´Associazione fra i Soci del Banco Popolare denominata “UNA BANCA POPOLARE PER TE” hanno avuto un incontro informativo a Verona presso la sede centrale del Banco, con il Presidente Avv. FRATTA PASINI ed il Vice Presidente Prof. COMOLI.
L´Associazione, nel corso del lungo colloquio, ha confermato e rinnovato le precedenti richieste formulate in occasione dell´Assemblea ordinaria del 30 aprile 2010 e di quelle straordinarie del 30 gennaio e 11 dicembre 2010. In particolare, si è ribadita la necessità di mantenere la territorialità delle tre banche (Verona, Novara e Lodi) per garantire la continuità della presenza operativa nei territori di rispettiva competenza. E´ stata anche rinnovata la richiesta di maggiori e puntuali informazioni sull´andamento del Banco e delle principali banche controllate, anche perché non è ancora disponibile il piano industriale più volte annunciato.
Il Presidente Fratta Pasini è stato invitato ad illustrare le modifiche da apportare al vigente Statuto che ha bisogno di un´organica revisione anche in relazione al sistema dualistico di gestione che appare quanto meno troppo costoso. Detto Statuto non risponde alle esigenze di garantire una struttura federalista che riconosca pari dignità alle tre banche (Verona, Novara e Lodi) che compongono il Banco cooperativo. Con l´occasione dovrà essere aumentato il numero di deleghe per le votazioni assembleari e andranno riviste le modalità di presentazione delle liste per il rinnovo delle cariche sociali. In relazione al Bilancio 2010, all´esame dell´Assemblea di sabato prossimo, sono stati richiesti informazioni e chiarimenti in merito a:
- situazione debitoria ITALEASE che non appare ancora del tutto risolta, anche se in miglioramento;
- ammontare e numero delle pesanti ristrutturazioni in essere con i principali gruppi immobiliari italiani, in crisi di liquidità;
- situazione del contenzioso fiscale in ordine alle vertenze ancora da definire, con particolare riferimento alla ex Popolare Italiana (Lodi), le cui sorprese negative continuano a preoccupare;
- remunerazione dei Consiglieri di Sorveglianza e criteri che saranno adottati per remunerare i Consiglieri di Gestione ed i Dirigenti di particolare rilievo, in ossequio alle precise disposizioni emanate da Banca d´Italia ed in vigore dal 1° gennaio 2011.
Abbiamo anche richiesto un giudizio sull´andamento del Banco e delle controllate nell´esercizio in corso. Purtroppo la situazione economica dei territori nei quali operiamo è ancora grave e i segni di ripresa appaiono contrastanti, per cui le sofferenze, già pesanti nel Bilancio 2010, non accennano a diminuire.
Ovviamente riprenderemo questi argomenti in occasione degli interventi che effettueremo nel corso dell´Assemblea di sabato prossimo.
Come sempre siamo a disposizione dei Soci novaresi per qualsiasi informazione e per eventuali suggerimenti e proposte da sottoporre agli Organi del Banco.
Siamo sempre attenti a difendere la territorialità della nostra Banca Popolare di Novara e ad assicurare agli organi sociali locali il massimo appoggio per esaltare il ruolo propulsivo che la nostra Banca continua ad esercitare nell´area di competenza.
Abbiamo bisogno e sollecitiamo la collaborazione di tutti i Soci.
IL PRESIDENTE ( Giulio Ellero )

AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA DEL 30 APRILE 2011



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Intervento all'assemblea straordinario del BANCO POPOLARE del 11.12.2010 punto 3 OdG



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Intervento all'assemblea straordinario del BANCO POPOLARE del 11.12.2010 punti 1 e 2 OdG



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Interrogazione parlamentare del senatore Lannutti al Ministro Tremonti del 24-11-2010



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RELAZIONE ALLEGATA ALL'AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA STRAORDINARIA - PROPOSTE DI MODIFICHE STATUTARIE: ALLA FONDAZIONE NOVARESE PER IL TERRITORIO DA 6/24 a 8/26 DI QUOTE DEGLI UTILI DESTINATI A FINALITA' DI ASSISTENZA,BENEFICENZA E DI PUBBLICO INTERESSE



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RELAZIONE ALLEGATA ALL'AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA STRAORDINARIA - PROPOSTA DI AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE



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RELAZIONE ALLEGATA ALL'AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA STRAORDINARIA - AVVISO DI SOSPENSIONE DELLA QUOTAZIONE DEI WARRANT



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Avviso di convocazione dell'Assemblea straordinaria dell'11 dicembre 2010



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RIDUZIONE DEGLI ORGANICI 2010



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Da "Il fatto quotidiano" del 28-10-2010 "nel forziere di tosi"



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Banco Popolare: fissata l´11 dicembre l´Assemblea straordinaria dei Soci



Verona 27 ottobre 2010 – Il Consiglio di Gestione del Banco Popolare, riunitosi ieri,ha deliberato, a norma dell´art. 22 dello Statuto sociale, di convocare l´Assemblea straordinaria dei Soci per il giorno venerdì 10 dicembre 2010, alle ore 9.00 presso la sede sociale, in prima convocazione e, in mancanza del raggiungimento del numero legale, per il giorno sabato 11 dicembre 2010 alle ore 9.00 in Verona, presso Veronafiere, in seconda convocazione, per deliberare sul seguente ordine del giorno:
1) Proposta di eliminazione dell´indicazione del valore nominale espresso delle azioni della Società. Modifiche degli artt. 6 e 53 dello statuto sociale e ulteriori deliberazioni inerenti e conseguenti.
2) Proposta di attribuzione al Consiglio di Gestione della delega, ex art. 2443 cod. civ., di aumentare, previo parere favorevole del Consiglio di Sorveglianza, a pagamento e in via scindibile in una o più volte, il capitale sociale entro il periodo di 24 mesi dalla data della deliberazione assembleare, per un importo massimo complessivo di Euro 2 miliardi, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, mediante emissione di azioni ordinarie da offrire in opzione agli aventi diritto, con ogni più ampia facoltà di stabilire, di volta in volta, nel rispetto dei limiti sopra indicati, modalità, termini e condizioni dell´operazione, ivi compresi il prezzo di emissione, comprensivo di eventuale sovrapprezzo delle azioni stesse, ed il godimento. Modifiche dell´art. 6 dello statuto sociale e deliberazioni inerenti e conseguenti.
3) Proposta di modifica degli articoli 4 bis, 20, 22, 23, 24, 38.1.3, 41.1 e 43 dello Statuto sociale; deliberazioni inerenti e conseguenti. Con riferimento al terzo punto all´ordine del giorno, oltre alle modifiche elaborate in adeguamento al mutato quadro normativo, viene proposto di intervenire sulle disposizioni statutarie per consentire ai soci di esprimere il proprio voto contestualmente allo svolgimento dell´assemblea, attraverso un collegamento elettronico a distanza con la sala che consentirà altresì di seguirne i lavori, nello spirito di consentire la più vasta espressione del consenso ad una base sociale sempre più ampia. Si propone inoltre un ritocco delle quote di riparto tra le iniziative di sostegno dei territori, per tenere conto dell´evoluzione del Gruppo dalla costituzione del Banco ad oggi. L´ avviso di convocazione dell´Assemblea verrà pubblicato secondo le modalità di legge e sarà reso disponibile sul sito internet del Banco Popolare

Assemblea straordinaria dell'11.12.2010



Banco Popolare: con aumento capitale "piu' penetrazione in territori"

GIOVEDI' 28 OTTOBRE 2010

La relazione del Consiglio di Gestione (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 25 ott - Piu' penetrazione nei territori, piu' competivita', incremento dei coefficienti patrimoniali del gruppo, anticipando l'allineamento ai piu' stringenti requisiti richiesti da Basilea 3. Sono le ragioni dell'aumento di capitale fino a due miliardi del Banco Popolare, come apprende Radiocor, contenute nella relazione del Consiglio di gestione. In piu' attraverso il consolidamento del profilo patrimoniale, il Banco Popolare conseguira' anche un rafforzamento della propria posizione competitiva all'interno del mercato finanziario nazionale. La disponibilita' di adeguate risorse patrimoniali, in particolare, e' condizione per poter aumentare ulteriormente la penetrazione del Banco Popolare nei territori presidiati dalle proprie banche commerciali. Un piu' elevato profilo patrimoniale consentira' di accentuare la competitivita' del gruppo, migliorare il proprio posizionamento di mercato e, quindi, la redditivita' complessiva. Il collocamento e' stato garantito da un consorzio di garanzia costituito da Mediobanca e BofA Merrill Lynch in qualita' di joint global coordinators e joint bookrunners mentre da Credit Suisse, Goldman Sachs e Deutsche Bank in qualita' di joint bookrunners. Lo studio legale che segue il Banco Popolare e' Pavesi Gitti Verzoni con gli avvocati Carlo Pavesi, Diego Riva e Alessandro Cipriani. Alberta Figari e Filippo Isacco dello studio Clifford Chance hanno seguito invece Mediobanca e BofA Merrill Lynch. L'assemblea del Banco Popolare si riunira' sabato 11 dicembre in seduta straordinaria per il via libera all'aumento di capitale. Sim (RADIOCOR)

Comunicato stampa del 27.10.2010



COMUNICATO STAMPA DEL 27.10.2010
Nei giorni scorsi il Presidente Ellero dell'associazione soci UNA BANCA POPOLARE PER TE ha avuto un colloquio informativo con l'A.D. della B.P.N. dott.De Angelis, cui è seguito un altro incontro con il Presidente Avv.Zanetta e il V.Presidente Dott.Comoli, con la partecipazione del nostro segretario De Rosa.
Quest'ultima riunione è avvenuta lunedì scorso all'indomani della decisione di richiedere ai soci un aumento del Capitale sociale di 2 Miliardi da effettuare in due anni e la conseguente prossima convocazione dell'assemblea straordinaria.
L'Associazione ha confermato ai vertici della B.P.N. la propria insoddisfazione relativamente alla carenza di informazioni sull'andamento del Banco, delle sue principali controllate, del contenzioso Italease e BPI (ex Lodi), sugli obiettivi che l'A.D. Dott.Saviotti intende perseguire nel prossimo triennio con riferimento al piano industriale in corso di elaborazione.
E' stata condivisa questa necessità informativa, per cui sia l'Avv.Zanetta che il Dott.Comoli si attiveranno per organizzare un incontro a Novara, il più presto possibile, con l'A.D.Saviotti e i soci dell'area novarese.
L'esame della situazione della nostra B.P.N. è ancora confortante; il territorio è ben presidiato e l'andamento dei ricavi complessivi è in linea con le previsioni. Crescenti preoccupazioni, che non vengono sottaciute, desta l'incremento delle sofferenze e ancor più degli incagli perché nella nostra regione non si attenua la crisi che ha colpito le medie e piccole imprese operanti nei settori trainanti (rubinetteria e tessile) dell'economia piemontese.
A ciò si aggiungono le difficoltà finanziarie delle famiglie e dei privati (disoccupati e cassa integrati) che non riescono a pagare le rate dei mutui e dei prestiti a suo tempo ottenuti. E' ovvio che tale situazione è comune a tutte le banche concorrenti, ma ciò penalizza ancor più l'andamento del Banco Popolare, sottoposto alle pressioni depressive del mercato, influenzato dai giudizi negativi delle agenzie di rating e degli analisti in genere.
In merito ai tagli di personale già annunciati, è stato confermato che non ci saranno azioni forzate, ma gli esodi verranno concordati con gli interessati prossimi al pensionamento.
Il successo dell'aumento di capitale e le possibili modifiche statutarie in termine di variazione dei pesi percentuali relativi alle varie fondazioni, dei sistemi di voto, della eliminazione del luogo esclusivo (Verona) per le assemblee straordinarie, ecc., richiedono il contributo essenziale dei soci, ma tale partecipazione deve essere preceduta da un'informazione puntuale, corretta e trasparente, soprattutto se si tiene conto che siamo ancora una cooperativa con voto capitario.
L'Associzione vigilerà affinché gli impegni assunti dai vertici della B.P.N. siano realizzati e quindi si prepara ad incontrare, qui a Novara, l'A.D. Saviotti promuovendo fin d'ora la più larga partecipazione dei soci dell'area novarese.
In questa occasione Novara e Province limitrofe si devono svegliare e far sentire la loro voce, per riaffermare il ruolo fondamentale della nostra Banca nell'auspicata ripresa di tutto il Banco Popolare.

Motivi dell'aumento di capitale



1. Perché il Banco Popolare ha deciso di sottoscrivere un aumento di capitale?
L'aumento di capitale consentirà al Banco Popolare di rafforzare ulteriormente il capitale con la possibilità di posizionarsi in modo favorevole sul mercato per cogliere le opportunità derivanti dalla futura crescita economica con una più solida posizione competitiva all'interno del mercato finanziario nazionale.
L'aumento di capitale consentirà al Banco di dotarsi già delle risorse patrimoniali necessarie per fronteggiare, in larga misura, gli effetti di Basilea 3 che comporterà con ogni probabilità un significativo incremento del ricorso al mercato dei capitali da parte degli intermediari creditizi.
2. A chi è riservato l'aumento di capitale?
L'aumento di capitale è riservato in opzione a tutti gli azionisti possessori di azioni o obbligazioni convertibili del Banco Popolare. In ogni caso è già stato garantito da un consorzio di garanzia guidato da Mediobanca e da Merrill Lynch, con Credit Suisse, Deutsche Bank e Goldman Sachs, a conferma della validità dell'operazione e della solidità del Gruppo.
3. Perché l'aumento di capitale dopo aver sottoscritto i Tremonti bond?
L'aumento di capitale ci consentirà di restituire i Tremonti bond per un importo di 1,45 miliardi di euro. Sottoscritti in data 31 luglio 2009, avevano permesso al Banco di sostenere le imprese e le famiglie nel pieno della crisi economica. Con l'aumento di capitale siamo nella condizione di restituirli anticipatamente. E questo consentirà al Banco di liberare risorse a favore della sua azione sul mercato retail con le banche del territorio.
4. Il prestito obbligazionario soft mandatory sarà convertito?
L'aumento di capitale consentirà di rendere più flessibile ogni determinazione in ordine alla conversione o meno del prestito soft mandatory da 1 miliardo di euro emesso lo scorso marzo e convertibile a partire da settembre 2011.
5. Cosa succederà al titolo in Borsa?
Dopo tutti gli annunci delle operazioni di aumento di capitale, il titolo sarà destinato, nel breve periodo, a soffrire in Borsa, mentre nel medio-lungo periodo è prevedibile che possa beneficiare degli effetti dell'operazione di rafforzamento patrimoniale.
6. La vendita degli asset proseguirà anche dopo l'aumento di capitale?
Per effetto dell'aumento di capitale, la politica di dismissioni potrà essere più razionale prendendo in considerazione solo asset non strategici, senza fretta ed al giusto prezzo.
7. Se il titolo scenderà sotto il valore nominale cosa succederà?
Nulla. Infatti, è prevista una delibera assembleare che determinerà di eliminare l'indicazione del valore nominale espresso delle azioni, che era fissato nel valore unitario di 3,60 euro per azione.
Per altro, l'eliminazione del valore nominale non viene prevista in relazione ad aspettative sull'andamento del titolo, ma solo per garantire flessibilità nelle condizioni di pricing della nuova emissione che, in linea con gli standard di mercato, è normalmente a sconto sui valori di Borsa. Tra l'altro, l'eliminazione di una indicazione espressa del valore nominale è frequente nei mercati più evoluti.

Per il GIP



Per il Gip una "colleganza di malaffare" tra Faenza, Calza e Coppola

"Una colleganza di malaffare" fra Massimo Faenza, Claudio Calza, arrestati stamattina, e l'immobiliarista romano Danilo Coppola, agli arresti da marzo scorso. Così viene definito il rapporto dei tre nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa stamani dal gip di Milano, Cesare Tacconi, nell'ambito dell'inchiesta Italease.
Coppola infatti, secondo la ricostruzione accusatoria, per accedere a finanziamenti privilegiati da parte di Italease dava somme di denaro a Calza, che le girava poi a Faenza a cui erano originariamente destinate. In una telefonata intercettata Coppola chiede alla moglie di "contattare Faenza dell'Italease e di dirgli che lui (Coppola, ndr) gli ha dato un sacco di miliardi e che quindi Faenza non deve rientrare con i finanziamenti in quanto se lo fa succede la fine del mondo". Nella stessa conversazione Coppola ingiunge alla moglie di "non chiedere i rientri dei finanziamenti in quanto se ciò succede lui dice tutto". "Coppola - si legge nell'ordinanza che riporta le dichiarazioni dell'immobiliarista al pm di Roma Ciccaglione - diceva inequivocabilmente che le mediazioni pagate a Calza in percentuali molto elevate sul valore dei contratti erano finalizzate a convincere Faenza a finanziare le operazioni da lui proposte, ed anzi di avere constatato che quando aveva pagato Calza l'operazione era stata realizzata. Coppola dice anche di ritenere che i pagamenti a Calza potessero poi essere girati in parte a Faenza e che, nonostante Calza non gli avesse mai detto di dover pagare Faenza, lui lo aveva desunto dal fatto che Calza non aveva alcun ruolo in capo ad Italease e che somme così ingenti non avrebbero avuto alcun senso per una semplice prestazione del cliente". (Radiocor)

Scatta il piano esuberi



Dal Corriere del Veneto del 9.10.2010 pag. 13

Scatta il piano esuberi per il Banco Popolare: 800 uscite alla fine del 2011

VERONA - Non ha le dimensioni e l'imponenza del piano Unicredit, ma anche il Banco Popolare mette sul tavolo il taglio del personale tra la fine di quest'anno e il prossimo. Gli esuberi saranno in tutto 800, con una prima tranche di 300 dipendenti che, avendo maturato i requisiti dovrebbero uscire entro la fine dell'anno grazie agli incentivi messi a disposizione della banca. Dal 2011 altri 500 esodi: in particolare l'azienda, che ha già presentato una bozza ai rappresentanti sindacali, intende tagliare 100 posti con il blocco del turnover, altri 100 con l'ammissione al fondo di solidarietà di chi era stato escluso dalla precedente operazione del 2008, infine 300 con pensionamento di chi ha già maturato i requisiti.
L'emergere di questo piano non ha avuto particolari effetti positivi in Borsa: il titolo del Banco Popolare ieri pomeriggio ha chiuso a Piazza Affari in calo dell'1,46% a 4,38 euro. L'obiettivo del gruppo, che non ha rivelato finora un dettaglio territoriale sugli esuberi, è ovviamente quello di perseguire una riduzione strutturale dei costi, quantificata in 50 milioni nel 2011. Il personale, dagli attuali 20.329 addetti, dovrebbe passare a 19.467 unità, spalmate in oltre duemila sportelli.
R.E.

Aviva e banca network rimborsano Lehman



AVIVA E BANCA NETWORK RIMBORSANO LEHMAN - Il sole 24 Ore del 13.10.2010
C'è voluto circa un anno, ma finalmente Banca Network Investimenti (Bni) e Aviva Previdenza hanno deciso di rimborsare integralmente i 1.352 clienti incappati nelle tre polizze index garantite da Lehman. A fare maturare in tempi rapidi una decisione, che sembrava non sbloccarsi, deve essere stata anche la notizia dell'arrivo di due cause collettive intentate da 120 assicurati. Già lo scorso dicembre Aviva e Bni avevano proposto ai possessori delle tre polizze in default (Net index multi fund, 1° e 2° emissione, e Net global) un'iniziativa di risarcimento parziale, limitata al 70,51%.
All'iniziativa transattiva ha aderito l'80% dei clienti . Già allora, dalle pagine di "Plus24", Bni prospettava la possibilità di un ulteriore rimborso. Solo ora però i due gruppi si sono accordati per il Recovery 2, finalizzato ad arrivare, in sette anni, al rimborso del 100% del valore iniziale delle polizze. Il costo dell'operazione è stimato in 19 milioni di euro. Mentre il primo "recovery" sembra peserà in buona parte sui bilanci di Aviva (circa il 70%), il secondo rimborso sarà diviso fifty-fifty. (Fe.Pe.)
Banca Network Investimenti (BNI) già sotto il controllo di BPI - ai tempi di Fiorani - è passata sotto il controllo di Banco Popolare.

Polizze Lehman in Tribunale



Polizze Lehman in Tribunale - Il sole 24 Ore del 9.10.2010 di Laura Serafini
Una nuova causa cumulativa sulla vicenda Lehman Brothers, la seconda nel giro di un anno, è approdata al tribunale civile di Milano che ha fissato già un'udienza per dicembre. E' la prima volta, però, che i distinti casi di un folto gruppo di risparmiatori, 120 per un valore complessivo di 2 milioni di euro, viene riunito in un'unica causa cumulativa (e dunque diversa da una class action) sulla vicenda delle polizze indicizzate a bond strutturati Lehman. Nel mirino sono finiti i prodotti venduti da Bpl (ora Banca Network) a partire dal 2001, quando c'era ancora la gestione di Giampiero Fiorani, assieme ad Aviva. L'aspetto inquietante della vicenda è che il danno per i sottoscrittori non è stato soltanto quello derivante dal fallimento della banca americana, ma anche dal modello di polizza proposta che, nei fatti, oltre a non dare alcun rendimento provocava nel tempo un'erosione del capitale investito (che nella pubblicità veniva invece garantito) a causa di una serie di commissioni improprie che vi venivano caricate. Elementi, questi, che hanno fatto ravvisare ai legali del Lericom, uno dei comitati che si sono costituiti in difesa dei risparmiatori incappati nel default Lehman (www.tutelalehmanbrothers.it), gli estremi per presentare una denuncia penale per truffa. "Abbiamo ricevuto mandato dal Lericom - spiega Giancarlo Buccarella, il legale che assieme a Pietro Campanini segue la vicenda - di presentare in procura una denuncia penale contro ignoti". Gli eventuali destinatari della denuncia dovranno essere individuati dai magistrati: oggi infatti Banca Network è passata sotto il controllo di Sopaf, Aviva, de Agostini e Banco Popolare. Ma torniamo alle peculiarità delle polizze. I prodotti venivano pubblicizzati - ma esplicita dicitura era inserita nel contratto - come polizze a capitale garantito, salvo poi aggiungere che in caso di insolvenza dell'emittente dei bond cui erano indicizzate il rischio andava a carico del risparmiatore. Alla stregua di altre polizze indicizzate a obbligazioni Lehman, secondo i legali si prefigura la nullità del contratto legata alla presenza della clausola vessatoria a carico del sottoscrittore. Ma i prodotti venduti da Bpl e Aviva non si fermano lì. "E' la prima volta che abbiamo a che fare con polizze che presentano profili di violazione così gravi" chiosa Buccarella. I contratti nel mirino sono di due categorie: polizze index link e polizze unit link. Nel primo caso nel contratto proposto al risparmiatore non veniva in alcun modo menzionato che la polizza era indicizzata a bond Lehman, ma si indicava solo la presenza della banca americana come "lead manager", ovvero collocatore dello strumento finanziario. "In realtà c'è un forte conflitto di interessi perché la banca vendeva i propri bond - dice l'avvocato -. Il titolo era emesso dal veicolo Quartz con sede nel Jersey e comprato da Commercial Union (poi divenuta Aviva), la quale lo vendeva sotto forma di polizza attraverso Bpl. In questo modo, con la interposizione fittizia della Commercial, si collocavano al retail prodotto destinati solo a investitori professionali. I premi versati finivano in un fondo gestito da Lehman". Gli aspetti della truffa sarebbero legati al fatto che in ogni caso il risparmiatore ci avrebbe rimesso: la polizza, nonostante il contratto dicesse il contrario, aveva vari costi di ingresso e in più una elevata commissione di gestione del 5,38% annuo (ingiustificata visto che il fondo era gestito da Lehman e non da Aviva) che inevitabilmente ne erodeva il valore. Questa impostazione diventa ancor più evidente nelle unit link: in queste polizze si specificava che un rendimento sarebbe stato corrisposto solo se il valore delle quote del fondo cui erano indicizzate segnavano un incremento di valore del 20 per cento. Evento impossibile alla luce dell'erosione determinata dalle commissioni applicate.

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Italease, Faenza: restituisco tutto, ma il tesoro non esiste
di Raffaella Calandra e Morya Longo
ilsole24ore, OnLine, Finanza e Mercati

Il piano-derivati idea di Innocenzi

Il 5 febbraio nega di avere incassato soldi. L'8 maggio si scusa con il Gip per l'amnesia e ammette di avere messo in tasca 700mila euro in contanti, usati subito per comprare una casa. Poi ricorda di averne presi altri 200mila: questa volta per ristrutturarla. Ma l'ex amministratore delegato di Banca Italease, Massimo Faenza, non ammette mai - di fronte ai magistrati e ai giudici che lo interrogano - di avere messo in tasca altri soldi o di averli portati all'estero. Poco importa se i suoi ex soci (tra cui l'ex direttore delle comunicazioni di Italease, Pino Arbia) sostengono di avergli dato 3,5 milioni. Poco importa se le indagini dei Pm Giulia Perrotti e Roberto Pellicano abbiano evidenziato numerose distrazioni di fondi dalla banca, per oltre 30 milioni di euro. In tutti gli interrogatori - che il Sole 24 Ore ha visionato integralmente - Faenza nega. Anzi, accusa i suoi ex soci di dire "falsità" e di averlo addirittura minacciato. Promette di restituire tutto quello (poco) che ha.
E,interrogato durante la detenzione a San Vittore, arriva ad implorare gli inquirenti: "Non parlerò più con queste persone per tutta quanta la mia vita, cercherò di fare un altro lavoro. Io non li ho presi questi 3 milioni e mezzo".
Le indagini della Procura di Milano sul caso di Banca Italease e dei derivati speculativi venduti alla clientela si sono ormai chiuse. Ma un elemento resta ancora nella nebbia più totale: gli oltre 30 milioni di euro "distratti" (cioè sottratti) dalle casse della banca - secondo la Procura - da Faenza e i suoi soci, dove sono finiti? Gli inquirenti accusano gli indagati di avere creato una struttura "parallela" alla banca: alcuni mediatori venivano pagati in modo "ingiustificato" e questo consentiva agli indagati di "appropriarsi illecitamente" delle commissioni gonfiate. Insomma: secondo la ricostruzione della Procura la banca pagava ad alcuni consulenti parcelle super, e questi soldi venivano poi spartiti tra Faenza e i suoi soci. E' stato anche trovato un conto in Svizzera in cui passavano, tramite il mediatore Leonardo Gresele e Arbia, i denari che dovevano poi finire ai membri della presunta associazione. Ma gli innumerevoli interrogatori dei protagonisti non chiariscono nulla. Anzi: tutti negano buona parte delle accuse e - almeno stando alle loro dichiarazioni - si scaricano la colpa a vicenda.
Molte delle accuse partono da Pino Arbia. L'ex direttore delle comunicazioni esterne di Banca Italease riferisce infatti ai Pm di avere consegnato a Faenza 3,5 milioni di euro: soldi "ritornati" dalle commissioni pagate ai mediatori da Banca Italease. Racconta che i denari pagati da un mediatore, Leonardo Gresele, finivano in un suo conto svizzero e poi in parte girati a Faenza. Ma quest'ultimo nega. "Arbia, di falsità purtroppo ne ha dette una valangata - afferma nell'interrogatorio del l'8 maggio - come le hanno dette anche gli altri". Gli unici soldi che Faenza ammette di avere preso - solo nel secondo interrogatorio, però - sono 700mila euro in relazione all'operazione di un cliente di Italease: Danieli. "Questo avviene nell'aprile, maggio, giugno 2005", ricorda. Arbia gli porta i soldi in contanti, perché Faenza doveva acquistare una casa da intestare alla moglie: "Li ho dati al signore che m'ha venduto la casa - ricorda - cioè lui me li ha dati e io glieli ho dati. Le sto dicendo la verità". Successivamente Faenza ammette anche altri 200mila euro, pagati - sempre in contanti - da un altro indagato, Roberto Fabbri, per un'altra operazione. "Me li porta direttamente a Milano - ricorda - e li ho usati per ristrutturare casa: me li sono portati direttamente a Roma e ho iniziato a pagare il falegname, la ditta che mi ha fatto i lavori. La cucina l'ho pagata 28-30mila euro...".
I magistrati dimostrano più volte di non credere alle parole di Faenza. Sono convinti che, da qualche parte, ci siano altri soldi nascosti. Ma lui continua a negare. "Io non ho conti esteri, e questo penso che ormai sia appurato - si difende Faenza -.
Sarò stato seguito io, o intercettato, mio padre, mio fratello, mia moglie, chiunque sia, cioè, non ci sono movimenti di denaro o occultamento di denaro. Io nel giro Calza-Arbia non c'entro niente. Io ho passato il 2004 di ricatti continui, di soprusi da parte di Arbia, di attacchi". Poi aggiunge: "Io ho sbagliato a fare la prima operazione "Danieli", mi ha trascinato a fondo, perché da quel momento in poi è stata una minaccia continua. Siamo finiti quasi alle mani...".
Insomma: Faenza rigetta l'accusa di essere stato a capo - come dicono i Pm - dell'associazione a delinquere e, anzi, sostiene di essere stato minacciato e ricattato dagli altri.
Il problema è che Arbia non la pensa così. E neppure Claudio Calza, il principale mediatore della vecchia gestione di Banca Italease. "Mi dicevano di fatturare una certa cifra e io quella fatturavo - sostiene Calza nel suo interrogatorio del 26 gennaio -. Se fatta pari a 100 la commissione, loro l'hanno spezzettata, hanno dato una parte a me e una parte a terzi. Non ne so nulla". A marzo, però, anche Calza ammette alcuni pagamenti. Il primo nel 2004, quando Arbia gli chiese una somma di circa 150mila euro. Poi Arbia gli chiede di "stornare" una parte della commissione incassata per un'operazione importante (Parco dei Medici) a Gresele. Successivamente lo stesso Faenza gli conferma "di continuare a dare una mano a Gresele".
E così via: i racconti di Calza vanno avanti.
Il mistero resta dunque fitto. Come siano andate le cose, e se ci sia un "tesoro", saranno le autorità a dimostrarlo. Solo una cosa è certa: il motivo per cui Banca Italease non finanziò Stefano Ricucci e Gianpiero Fiorani, come gli chiese un banchiere di Deutsche Bank, quando la Popolare di Lodi stava cercando di scalare AntonVeneta. Faenza lo racconta: "Il vice presidente mio era Piero Montani dell'AntonVeneta, quindi avremmo dovuto deliberare un fido per scalare AntonVeneta... sarebbe stato un po' imbarazzante". Ed è stata una fortuna: l'imbarazzo di allora ha probabilmente evitato a Faenza il ben più imbarazzante seguito della fallita scalata ad AntonVeneta.

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Italease, per Faenza chiesti cinque anni e sei mesi.
Stefano Elli - IlSole 24 Ore del 18 settembre 2010.

Quasi due ore di requisitoria per il pm Roberto Pellicano nel processo in corso a Milano nei confronti degli ex vertici di Banca Italease accusati di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita (per 23 milioni di euro). Cinque anni e sei mesi sono stati chiesti per l'ex amministratore delegato Massimo Faenza, quattro anni e sei mesi per l'ex capo delle relazioni esterne Pino Arbia. Usciti dal processo attraverso il patteggiamento, invece, gli altri due manager della banca accusati insieme a Faenza: Massimo Sarandrea e Roberto Fabbri. Quanto agli intermediari che avrebbero agito insieme ai top manager della banca: quattro anni e sei mesi sono stati chiesti per Luca De Filippo e per Leonardo Gresele. Pene inferiori, invece, sono state richieste dal pm per Claudio Calza e Gianluca Montanari (rispettivamente un anno e quattro mesi e un anno e sei mesi) mentre per Maurizio Mian, ex direttore finanziario della Danieli, coinvolto nella sottoscrizione dei contratti derivati all'origine dell'inchiesta, il Pm ha chiesto una pena detentiva di tre anni. Complessivamente, dunque, le pene proposte dall'accusa sono per 21 anni e dieci mesi.
In alcuni passaggi della requisitoria il Pm ha rievocato le tappe principali della vicenda sottilineando i danni sociali legati dell'operato dei manager.
"Questa associazione può essere più dannosa - ha affermato - se si prescinde dagli aspetti dell'incolumità della persona, di un'associazione che fa 100 rapine".
Al centro del processo vi sono i comportamenti dei manager che avrebbero di fatto operato con un'organizzazione occulta lucrando in proprio sulla vendita alla propria clientela di strumenti finanziari derivati che avevano come sottostanti gli andamenti dei tassi d'interesse. Questi strumenti avrebbero avuto la finalità di coprire gli stessi clienti fruitori di contratti di leasing dal rischio di volatilità. In realtà, secondo l'accusa, tra gli intermediari e i manager si sarebbe creato un sodalizio ("Dai che in poco tempo vi faccio ricchi" è una delle frasi attribuite da Fabbri a Faenza nel corso di un interrogatorio), che avrebbe portato alla ripartizione di provvigioni occulte sul valore nominale dei contratti ceduti. Paradossale poi il doppio ruolo rivestito da almeno due società di Claudio Calza: la Caronte e la Job Srl, che si trovavano a essere contemporaneamente sottoscrittori dei derivati e percettori delle provvigioni occulte.
Da sottolineare anche come nel corso delle indagini sulle società gestite da Calza un'attenzione approfondita è stata dedicata ai passaggi di denaro, alle sottoscrizioni dei contratti derivati e alle relative fatturazioni: si è scoperto che, almeno nella maggior parte dei casi, alle fatturazioni corrispondevano le somme erogate. E questo potrebbe spiegare le richieste di pene più miti per l'ex consigliere di amministrazione del Banco di Sardegna.
Nel corso della giornata è intervenuto anche il legale di parte civile (Banca Italease nuova gestione) Giovanni Accinni chiedendo una provvisionale di 30 milioni di euro, di sette milioni superiore al danno patrimoniale causato alla banca dagli imputati.

BANCHIERE IMPUTATO
Massimo Faenza, classe 1965 inizia la carriera in Banca di Roma e nel 1994 diventa responsabile commerciale di RoloBanca. Cinque anni più tardi assume lo stesso ruolo nel Banco di Sicilia. Nel 2000 passa nel gruppo Banca popolare di Lodi, alla Banca Mercantile, per un breve lasso di tempo lavora sotto la direzione di Gianpiero Fiorani. Solo un anno dopo Faenza si trasferisce alla Popolare di Novara. Prima di diventare amministratore delegato di Banca Italease, era capo della divisione corporate della Bpvn.

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Italease, chiesti 5 anni e mezzo per l'ex ad Massimo Faenza.

Il pm di Milano Roberto Pellicano ha chiesto ai giudici della sesta sezione penale di condannare a 5 anni e mezzo di carcere l'ex ad di banca Italease, Massimo Faenza, nel processo in cui è accusato di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita per lo scandalo sui derivati che travolse la banca d'affari.
Il rappresentante della pubblica accusa ha poi sollecitato una pena di 4 anni e mezzo di reclusione per l'ex manager della banca d'affari Pino Arbia e per gli intermediari Luca De Filippo e Leonardo Gresele; 1 anno e 4 mesi e un anno e 6 mesi rispettivamente per i mediatori Claudio Calza e Gianluca Montanari. Tre anni sono stati chiesti per l'ex direttore finanziario Maurizio Mian.
Nella requisitoria, Pellicano ha parlato di "fatti molto gravi che hanno procurato danni ingentissimi e che hanno danneggiato un'istituzione, ricadendo sulla collettività".
"Questa associazione a delinquere - ha aggiunto - aveva una struttura molto sofisticata ed è stata distruttiva dei beni patrimoniali cento volte di più di una che commette centinaia di rapine". Un'associazione che "ha tentato di distruggere le prove e aveva progetti futuri e della quale i partecipanti avevano piena consapevolezza di fare parte". L'appropriazione indebita contestata è di circa 23 milioni di euro.
L'inchiesta della procura di Milano era stata avviata nel luglio del 2007. All'apertura del fascicolo, l'attenzione dei magistrati si era concentrata sulle forti perdite registrate dall'istituto sui derivati, nonché sulla correttezza di singole operazioni e sul ruolo di alcuni consulenti che per la loro intermediazione avrebbero ricevuto elevate commissioni.

Da "La Stampa" di Martedì 12 Ottobre 2010
L'Ex Amministratore Delegato di Banca Italease Massimo Faenza ha chiesto al GUP di Milano di patteggiare 4 anni di carcere e 30.000 euro di multa per un filone d'inchiesta in cui è accusato di truffa, aggiotaggio, falso in bilancio e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza.

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Italease, storia di una truffa da un miliardo di euro. pubblicato il 17 settembre 2010 "Altri articoli di Dario Ferri"

Diceva Bertolt Brecht che il vero ladro non è chi rapina una banca, ma chi la fonda.
Il caso di Roberto Faenza sembra fatto apposta per dargli ragione.
Poiché una banca é più difficile che venga percepita come fonte di allarme sociale questa associazione può essere più dannosa, se si prescinde dagli aspetti dell'incolumità della persona, di un'associazione che fa cento rapine.
Il pubblico ministero Roberto Pellicano se ne esce così durante l'arringa con cui chiede per l'ex amministratore delegato di Banca Italease Massimo Faenza, cinque anni e mezzo di carcere per associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita.

UNA SPREMUTA DI SANGUE
Il pm Roberto Pellicano ha chiesto ai giudici del tribunale di condannare anche l'ex responsabile delle relazioni esterne della banca, Pino Arbia, e i mediatori Leonardo Gresele e Luca De Filippo a 4 anni e mezzo di carcere, l'allora direttore finanziario della Danieli Mauro Mian (accusato solo di appropriazione indebita) a tre anni di carcere, e altri due mediatori, Gianluca Montanari e Claudio Calza, rispettivamente a un anno e mezzo e un anno e quattro mesi. Per questi due la pena chiesta è uguale a quella che tempo fa avevano cercato di patteggiare. Le richieste di condanna sono arrivate dopo un paio d'ore di requisitoria nella quale il pm nella sua ricostruzione ha concluso che i fatti contestati sono molto gravi perché hanno procurato danni ingentissimi, perché hanno danneggiato un'istituzione con ricadute sulla collettività.
Alla fine - ha proseguito - c'è stato un meccanismo che attraverso la quotazione in borsa e quindi il ricorso al capitale di rischio per cui hanno perso gli azionisti.

UN VIRUS CHE SFRUTTA L'ORGANISMO Il pm ha parlato di fatti commessi dagli imputati con una struttura associativa molto sofisticata che come un virus che sfrutta l'organismo altrui si è inserita nella banca. E dell'esistenza di un gruppo coeso che ha praticato un'attività che è stata quella di impoverire costantemente la banca attraverso le operazioni effettuate con derivati "quelli esotici che non avevano alcuna finalità commerciale ed economica".
L'appropriazione indebita contestata è di circa 23 milioni di euro. L'avvocato di parte civile Giovanni Arcinni ha chiesto il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali da liquidarsi in separata sede e una provvisionale immediatamente esecutiva che corrisponda almeno alle somme dell'appropriazione indebita e cioè di quasi 30 milioni. Faenza è stato arrestato nel gennaio del 2008. Le operazioni "allegre" sui derivati hanno causato alla banca una perdita di un miliardo di euro.

PARABOLA D'UN UOMO D'ORO
La parabola discendente di Massimo Faenza va dai tempi d'oro di Banca Italease in Borsa al coinvolgimento nell'inchiesta sul crac dell'amico "furbetto del quartierino" Danilo Coppola. Passando per l'azzeramento del vertice Italease imposto da Bankitalia a causa delle maxi-perdite scatenate dallo scandalo derivati, fino all'arresto nel 2008 per associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita. Faenza, romano della classe 1965 (45 anni), su cui adesso piomba l'istanza del Pm di Milano, Roberto Pellicano. Il "golden boy" della finanza aveva iniziato la sua carriera nella Banca di Roma appena 24enne, per diventare nel 1994 responsabile della rete commerciale di Rolo Banca e nel 1999 responsabile commerciale del Banco di Sicilia.
Il successo arriva nel 2003 con lo sbarco a Milano, nel quartier generale di Banca Italease. Il banchiere diventa presto ad della piccola banca di leasing di Via Cino del Duca con la missione di portare il gruppo in Piazza Affari.

O LA BORSA O LA VITA
Detto fatto: il 14 giugno 2005 Italease viene collocata in Borsa a 9,3 euro e dopo un anno e mezzo vale quasi sei volte di più: 50 euro per azione. Qualcosa però non quadra e nei meccanismi della macchina qualcosa s'inceppa con l'arresto dell'amico nel "malaffare",Danilo Coppola (marzo 2007). Da quel giorno Italease comincia a incassare duri colpi in Borsa e ad aprile, su richiesta della Consob, emerge un'esposizione verso il gruppo Coppola di quasi 70 milioni. A maggio gli eventi precipitano. In un primo momento Faenza conferma di essere iscritto nel registro degli indagati nell'ambito del crac del "furbetto del quartierino". Poi l'istituto rende noto per la prima volta dei rischi legati ai contratti in derivati. Rischi questi che lievitano vertiginosamente: tra maggio e giugno l'esposizione passa da 225 milioni a 400 milioni. Per poi diventare nel 2009 una maxi perdita da un miliardo di euro.
E così mentre le azioni collassano in Borsa, a giugno del 2007 Faenza comunica le sue dimissioni. Intanto Bankitalia impone all'istituto alcuni imperativi tra cui l'azzeramento del cda e il divieto di continuare a vendere derivati visto che non era autorizzato. Da lì l'inizio delle indagini e il cambio della guardia in Italease. Nel gennaio 2008 Faenza viene così arrestato insieme ad alcuni suoi uomini come Massimo Sarandrea (ex responsabile dell'ufficio financial banking di Italease), Roberto Fabbri (ex vicedirettore generale business) e i due consulenti-intermediari Claudio Calza e Luca De Filippo. Nel maggio dello stesso anno il Gip concede i domiciliari a Faenza e a meno di un anno (marzo 2009) viene chiesto il processo e quindi rinviato a giudizio (marzo 2010).

COMUNICATO STAMPA del 6 Ottobre 2010



L'Associazione Una Banca Popolare per te, costituita a Novara il 12 Aprile 2010, fra i soci del Banco Popolare, con le finalità statutarie di promuovere iniziative dirette al miglioramento della governance, con particolare riferimento alla territorialità, alla competitività, alla mutualità ed uguaglianza tra i soci, intende sottoporre alla stampa locale e, attraverso di essa ,alle migliaia di soci novaresi del Banco, alcune valutazioni sull'andamento del nostro Istituto, accompagnate da precise richieste indirizzate al vertice dello stesso.

E' necessaria una beve premessa.
In occasione dell'Assemblea del 29.04.10, tenutasi a Novara con la eccezionale presenza di migliaia di soci che hanno riconosciuto la perfetta organizzazione della stessa, la nostra associazione, con gli interventi del Presidente Ellero e dei soci De Rosa ed Ancora, aveva posto in evidenza le criticità del Banco, con particolare riferimento al prestito Tremonti, il cui costo in termini di interessi appariva palesemente eccessivo, alla situazione ancora negativa di Italease e le probabili conseguenze negative sul bilancio 2010, nonché la constatazione che l'apporto consistente della Banca Popolare di Novara non era valorizzato giustamente nella governance del Banco.
A queste osservazioni, sia il Presidente Fratta Pasini che l'A.D. Saviotti diedero risposte parziali ed elusive ,assicurando tuttavia che la vicenda Italease era sostanzialmente finita e che si poteva voltare pagina. In quell'occasione , il nostro Presidente chiese un'informazione trasparente e corretta ai soci, che si doveva concretizzare con l'invio di almeno due lettere esplicative nel corso dell'anno, auspicando anche un incontro con i soci a livello territoriale, con la presenza del Presidente e dell'A.D.

Dopo di allora, in sintesi, è successo quanto segue (il racconto è stato ricavato dalle notizie riferite dalla stampa specializzata, nell'assenza quasi totale di informazioni dal vertice ai soci, se non quelle molto limitate reperibili nel sito ufficiale del Banco).

Maggio 2010. Il primo trimestre 2010, secondo alcuni analisti evidenzia segnali positivi per la ripresa reddituale del Gruppo. Tuttavia, la rivista Soldi e Diritti di Altro Consumo rileva che la situazione patrimoniale è positiva ,ma non brillante. Il ricorso al Tremonti-bond non è risolutivo e la cessione del 10% del Credito Bergamasco (gioiello di famiglia!) è servito a pagare metà dell'acquisto del 20% della Cassa di Risparmio di Lucca, portando la partecipazione al 99,3%.
Luglio 2010. Il tribunale di Milano impone di pagare a Egerton Capital L.td l'importo di 81,2 Milioni di euro per i danni causati dalla compravendita di titoli Italease (136 Mil.) tra Gennaio e Maggio 2007 a fronte di bilanci risultati in seguito falsi.
Agosto 2010. Viene pubblicata la semestrale che evidenzia un utile netto consolidato di 436,9 MIL con rilevanti componenti straordinarie: in particolare quelle relative all'iscrizione di crediti per imposte anticipate riferite a Banca Italease. L'utile senza Italease sarebbe di 209 MIL contro i 204,2 del 1°semestre 2009.
Settembre 2010. Viene ufficializzata l'emissione di un covered bond di 800 MIL destinato agli investitori istituzionali, della durata di 5 anni, garantito da mutui di elevata qualità. I fondi saranno destinati alla corrente gestione aziendale.
Settembre 2010. Viene ceduto il 90,5% di Factorit da parte della controllata Italease alla Popolare di Sondrio e Pop.Milano per un prezzo complessivo di 154 MIL. L'incasso è destinato a rinforzare il coefficiente patrimoniale core tier 1 ratio.
Il Banco annuncia una rivoluzione al vertice della Banca Popolare di Verona, da sempre motore delle attività dell'Istituto (ricordiamo che questa banca assorbì la Pop.di Novara). Viene nominato A.D. Leonardo Guidetti (Vice D.G. del Banco di S.Gemignano e S.Prospero) in sostituzione dell'AD Franco Baronio e del D.G. Cristiano Carrus. Motivazione: è stato deciso di semplificare la catena di comando su una piazza di estrema importanza e per l'esigenza di rafforzare la spinta commerciale sulla rete nella zona storica della banca.
Settembre 2010. Il SOLE-24ORE scrive che tutti i principali Istituti italiani sarebbero già sopra i livelli minimi fissati con la normativa di Basilea 3 (rafforzamento dei coefficienti patrimoniali). Soli il BANCO POPOLARE e il Monte Paschi di Siena devono ancora adeguarsi.
Settembre 2010. Il Corriere della Sera (con altri quotidiani) riferisce che nel processo in corso sulle vicende Italease, il P.M. ha chiesto condanne severe per i vertici di allora della banca. Nell'articolo si legge che la nuova gestione Italease, parte civile, ha chiesto una provvisionale di 30 MIL e che in altro processo, ove banca Italease è imputata come persona giuridica, potrebbe vedersi confiscare il 29 Ottobre, i 100 MIL destinati ai risparmiatori.
Il Corriere dell'economia del 27.09 a pag.4 scrive di difficoltà evidenti a Verona in casa del Banco Popolare perché è venuta meno la spinta più attesa,quella dalla Banca Pop. di Verona che, sulla carta, doveva garantire l'apporto di maggiore concretezza. Di qui la sostituzione in un colpo solo dell'A.D. e del D.G.
28 Settembre. Il Banco commenta la decisione dell'agenzia di rating MOODYS che ha cambiato l'outlook del deposit ratings da stabile a negativo e il Bank Financial Strengt Rating (BFSR) è stato abbassato da C- a D+ . Si contesta la decisione perché - si legge - non si tiene conto dei miglioramenti apportati, meglio precisati nel successivo comunicato del 29.09.
29 Settembre. Milano Finanza esamina la situazione del Banco con riferimento ai rumors circa l'eventuale decisione di richiedere un aumento di capitale sociale di 1 0 2 Miliardi o, in alternativa, procedere alla cessione di due gioielli dell'Istituto: il Credito Bergamasco e la Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno ,a fronte di un'offerta di primaria banca francese di 3 Miliardi.
L'operazione di aumento di capitale o le cessioni di cui sopra sarebbe indispensabile per estinguere il Tremonti bond che nel primo semestre 2010 è costato 61,5 Milioni di interessi e per adeguarsi alle nuove normative sui coefficienti patrimoniali.
29 Settembre. Il Banco. a seguito del declassamento di Moodys e della conseguente richiesta di informazioni da parte della CONSOB, riferisce che non è stata assunta alcuna determinazione in merito ad operazioni di aumento del Capitale Sociale e che la sola trattativa di cessione di assets si riferisce alla Banca Caripe, in via di conclusione. Con riferimento al declassamento Moodys il Banco osserva che non si tiene adeguato conto dei miglioramenti ottenuti dal Gruppo nel suo profilo reddituale, nel profilo di rischio e nella posizione patrimoniale.
30 Settembre. Milano Finanza ritorna sulla situazione del Banco in ordine alle riflessioni in corso al vertice del Banco Popolare sul possibile aumento del Capitale Sociale o cessione di assets e rileva che sul titolo si sono scatenate le vendite per cui si è registrata una flessione del 4,14%. Riferisce inoltre il giudizio negativo di alcuni analisti circa l'eventuale cessione del Credito Bergamasco e delle Casse del Tirreno. Si dovrebbe rinunciare a circa 500 sportelli (25% del totale) ed almeno al 20% degli utili del Gruppo. Sembra che gli esperti siano divisi sull'ammontare del possibile aumento del C.S., tra i 2 Miliardi suggeriti da Mediobanca e 1 Miliardo, che potrebbe essere sufficiente per raggiungere un core Tier 1 di almeno l'8 - 8,5%.
1°Ottobre. Il Banco comunica di aver ceduto alla Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo (Tercas) la partecipazione del 95% detenuta nella Banca Caripe (384 dipendenti e 51 sportelli) per 228 Milioni pagabili in quattro tranches. L'operazione avrà effetti positivi sui ratios patrimoniali nell'ordine di 17 pbs sul core Tier 1 ratio di 19 pbs sul Tier 1 Ratio e 22 pbs Total Capital Ratio.
Esaurita la dettagliata, ma a nostro avviso indispensabile cronaca degli avvenimenti che hanno contraddistinto l'andamento del Banco dall'Assemblea di fine Aprile, formuliamo le seguenti valutazioni/considerazioni e richieste:
* la situazione ex Italease condiziona ancora pesantemente la gestione ordinaria del Banco e si riflette negativamente sul giudizio del mercato e conseguentemente sulla quotazione del nostro titolo;
* è doloroso affermare, ma dobbiamo farlo, che avevamo ragione quando abbiamo espresso la nostra contrarietà sulla sottoscrizione del Tremonti-Bond, il cui costo per interessi (120 Milioni all'anno!) appare quasi insostenibile e non ha risolto il rafforzamento definitivo dei ratios patrimoniali;
* la situazione al 30.06.10 è di difficile lettura per il comune socio, non esperto di bilanci, in quanto i dati sono sempre influenzati, in senso positivo (si pensi al recupero dei crediti di imposta) e in senso negativo, dalla incorporazione di Banca Italease. Oltre tutto ci sono gravi carenze informative. Perché non vengono forniti i principali dati delle situazioni semestrali delle banche facenti parte del Gruppo? Perché non si fa cenno alle pendenze legali in corso relative alla ex Banca Italease? Nessuna notizia ci viene fornita sulle partecipazioni immobiliari della Pop.di Lodi, a seguito di accordi transattivi, e in bilancio per 1 euro cadauna!! E potremmo continuare.

Detto questo, è evidente che bisogna intervenire sulla governance che appare inadeguata a fronteggiare il mare burrascoso sul quale naviga il Banco. Occorre un ricambio generazionale che non è più rinviabile; le cariche a vita non sono più tollerabili! Le scelte del management siano fatte sulla base di cursus Honorum e su referenze di assoluta professionalità. E' necessario che si provveda alla stesura o aggiornamento del piano industriale 2010-2013 che altri Istituti (vedi Pop. di Milano) hanno già in corso di realizzazione.

Infine, la nostra richiesta fondamentale è l'assoluta necessità di avere un'informazione ai soci puntuale e dettagliata. E' solo una minoranza di soci che può accedere, tramite Internet, alla stampa specializzata e al nostro sito.
Ci chiediamo quando il Presidente si deciderà ad inviare una lettera esplicativa ai soci per informarli sui recenti avvenimenti e sulle strategie che si intendono adottare con riferimento soprattutto alla eventuale necessità di un aumento di capitale o cessione di assets, e sugli eventuali rischi ancora incombenti ereditati dalla ex Banca Italease.
Rinnoviamo la richiesta di un urgente incontro del Presidente e A.D. con i soci novaresi, perché devono ascoltare le voci del territorio e il loro diritto di essere informati non può essere eluso.
Concludiamo con un doveroso appello agli imprenditori novaresi, clienti e soci del Banco, perché è necessario il loro impegno al nostro fianco, per difendere la Banca di Novara, per chiedere una maggiore attenzione al nostro territorio e modificare il peso della nostra presenza ai vertici dell'Istituto.
Siamo a disposizione per chiarimenti/proposte e iscrizioni all'associazione. Potete mettervi in contatto con Giulio Ellero 3496619466, Roberto de Rosa 3333336025 e Francesco Ancora 3338981823.
NOVARA SVEGLIATI!!! DIFENDI LA TUA BANCA!!!!

Grazie per l'attenzione.
Novara,Ottobre 2010 UNA BANCA POPOLARE PER TE
IL PRESIDENTE

Estratto dal Corriere della Sera del 7.05.2010
La lente
L'ACCORDO NON DETTO TRA FIORANI E IL BANCO



Tanto per non fare nomi nè cifre: è vero che ai legali del Banco Popolare, Giuseppe Mercanti in primis, andranno (o sono in parte già andati) fra i 3 e i 6 milioni per la consulenza nella transazione con Gianpiero Fiorani? Ed è vero che il Banco nell'ambito dell'accordo si farà carico di 6 milioni di parcelle che l'ex amministratore delegato della Popolare Lodi deve ai suoi avvocati? Ma soprattutto, su quali basi si sta tentando di transare? Nessuno ha smentito nè confermato le cifre che circolano da mesi: Fiorani farebbe rientrare, anzi l'avrebbe già fatto sfruttando lo scudo, una quarantina di milioni tra liquidità e azioni. Un arcipelago di conti off shore passerebbe nella disponibilità del Banco che entrerebbe anche nella piena proprietà di una serie di immobiliari. Sono passati anni dall'avvio delle trattative e dall'azione di responsabilità votata dai soci. Eppure condizionali e punti interrogativi sono ancora lì. Come se fosse un argomento scabroso di cui è meglio non parlare troppo. Forse bisogna avere pazienza: quando l'accordo sarà ufficiale il Banco darà tutti i dettagli. Parcelle legali comprese. O è vietato?

Mario Gerevini